Il settore agroalimentare dell’Africa subsahariana combina una grande scala di mercato con margini di produttività ancora in gran parte inesplorati. Circa il 70% della popolazione è impiegata in agricoltura e il comparto pesa quasi il 30% del PIL, ma le rese restano basse: i rendimenti medi dei cereali sono intorno a 1–2 t/ha, cioè circa il 60% in meno rispetto alla media mondiale. Questo divario non è una condanna: l’esperienza storica dimostra che regioni diverse lo hanno ridotto grazie a sementi migliori, uso mirato di fertilizzanti, irrigazione e meccanizzazione. Applicate correttamente alle colture e ai contesti locali, queste tecnologie possono moltiplicare le rese, aumentare i redditi e favorire lo sviluppo dell’industria agroalimentare locale.
Attualmente, la Cambogia si colloca al 10° posto tra i maggiori produttori mondiali di riso, sia per il consumo interno che per l’esportazione, secondo la Federazione del Riso della Cambogia. Solo nel 2022, il paese ha esportato circa 630.000 tonnellate di riso bianco, generando entrate superiori ai 400 milioni di dollari. Questo straordinario risultato è il frutto di politiche strategiche e mirate sotto la guida visionaria dell'ex Primo Ministro Samdech Hun Sen, che ha posto lo sviluppo agricolo al centro della crescita nazionale. Per i paesi africani che affrontano insicurezza alimentare e una forte dipendenza dalle importazioni di riso, che rappresentano oltre 5 miliardi di dollari di spese annuali per l'Africa subsahariana, il successo della Cambogia offre una preziosa guida.